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lunedì 16 aprile 2018

THE TERROR, la nuova serie su Amazon Prime Video basata sulla storia vera della scomparsa dei velieri EREBUS e TERROR


E' in onda su AMAZON PRIME VIDEO l'avvincente serie TV THE TERROR che racconta l'affascinante e drammatica vicenda della "spedizione perduta di Franklin", una missione nel mare artico del 1845 in cui scomparirono le due navi e tutto il loro equipaggio.

La serie televisiva, prodotta da Ridley Scott, si basa per la sua ricostruzione di fantasia sul romanzo dal titolo omonimo scritto nel 2007 da Dan Simmons che rappresenta solo l'ultimo racconto di questa incredibile e misteriosa vicenda che da Charles Dickens a Jules Verne, da Clive Cussler a Sinead O'Connorha continuato ad affascinare scrittori ed artisti di tutti i tempi.


Il trailer originale della serie in onda anche in versione italiana su Amazon Prime Video

La "spedizione perduta di Franklin" fu un viaggio di esplorazione artica guidato dal Capitano Sir John Franklin partito dall'Inghilterra nel 1845. Franklin, ufficiale della Marina britannica ed esperto esploratore, aveva già preso parte a tre precedenti spedizioni artiche, le ultime due come comandante in capo. Con la sua quarta e ultima, che intraprese all'età di cinquantanove anni, si proponeva di attraversare l'ultimo tratto, fino ad allora mai percorso da nessuno, del passaggio a nord-ovest. Dopo alcune traversie i due velieri EREBUS e TERROR sotto il suo comando rimasero bloccate dai ghiacci nello stretto di Vittoria, nei pressi dell'Isola di Re William nell'artico canadese. Tutti i membri della spedizione, Franklin e 128 uomini, non furono mai più ritrovati. (fonte Wikipedia; Cliccare qui per approfondire e leggere tutta la storia).

Dal 1850 e fino ai nostri giorni molte spedizioni di ricerca e di indagine hanno cercato di chiarire la dinamica della vicenda e i motivi della scomparsa completa dell'equipaggio. 
Le navi erano ben attrezzate e la spedizione era organizzata per resistere fino a 5 anni bloccati nei ghiacci o muoversi verso rotte più a sud nel periodo estivo di disgelo della banchisa. 

Ma la notizia più eccezionale è stata quando nel 2014 e nel 2016 due spedizioni di ricerca del Governo Canadese e della Arctic Foundation rivelano di aver ritrovato a profondità raggiungibili i due relitti dell'EREBUS (-12 mt) e della TERROR (- 93 mt) che, ben conservati grazie al freddo artico, riappaiono dopo più di 150 anni a seguito della riduzione della banchina artica dovuta ai cambiamenti climatici.

Attendiamo ora l'organizzazione delle spedizioni di ricerca che forse ci aiuteranno a capire meglio la dinamica dell'evento e raccontare storicamente la disperata e drammatica vicenda dei 129 uomini scomparsi nella "spedizione perduta di Franklin".

La EREBUS e la TERROR nei due articoli (in italiano) di National Geographic dedicati al ritrovamento.

                             

La EREBUS e la TERROR nei principali servizi video (in lingua inglese) dedicati al rivenimento:






mercoledì 11 aprile 2018

Archeologia subacquea: il mitico Oro di Atlantide al Museo di Gela (da Messinaora.it)

Presentati nei locali del Museo archeologico regionale di Gela i reperti subacquei recuperati dalla Soprintendenza del Mare nel corso delle campagne di indagine. Interventi effettuati negli ultimi anni in collaborazione con la Guardia di Finanza ROAN di Palermo, la Capitaneria di Porto di Gela e il subacqueo gelese Francesco Cassarino. Esposti i lingotti che facevano parte di un prezioso carico trasportato da un’antica nave naufragata a qualche centinaio di metri dalla costa gelese, ad una profondità di circa cinque metri. I lingotti sono di un metallo particolare, chiamato “oricalco”, definito l’Oro di Atlantide. Una lega di rame e zinco simile al nostro ottone e considerato nell’antichità un metallo prezioso e al terzo posto per valore commerciale dopo l’oro e l’argento.

La scoperta dei lingotti di oricalco è tra le più importanti di questi ultimi anni sia perché costituisce ununicum come ritrovamento, sia perché i reperti finora conosciuti forgiati con questa lega sono molto rari. Inoltre esposti due elmi corinzi provenienti dai fondali di contrada Bulala: si tratta di due oggetti molto simili tra di loro, inquadrabili nella tipologia dell’elmo diffuso in Grecia tra il 650 e il 450 a.C. Sono costituiti da un’ampia calotta con paranaso rettangolare allungato e da due ampie paragnatidi. Una fila di piccoli fori ..... CONTINUA A LEGGERE SU MESSINAORA.IT

sabato 7 aprile 2018

Roma, la neve allla VILLA DEI QUINTILI - Rome, VILLA DEI QUINTILI under the snow (2018)

In collaborazione con il PARCO ARCHEOLOGICO DELL'APPIA ANTICA (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) rendiamo disponibile un breve video, realizzato da A.S.S.O. e DRONE SOLUTION, nell'area della VILLA DEI QUINTILI realizzato nel giorno della nevicata a Roma, 26 febbraio 2018.


Riprese video aeree con drone: FRANCESCO MARSALA (www.dronesolution.it
Montaggio video: MASSIMO D'ALESSANDRO (www.massimodalessandro.com
Musiche: EDIZIONI FLIPPER MUSIC (www.flippermusic.it

giovedì 29 marzo 2018

La neve al Parco Archeologico del Colosseo (febbraio 2018)

Grazie alla disponibilità del PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) rendiamo disponibile un breve video, realizzato da A.S.S.O. e DRONE SOLUTION, nell'area del COLOSSEO, PALATINO e FORI nel giorno della nevicata a Roma, 26 febbraio 2018. 



Riprese video aeree con drone: FRANCESCO MARSALA (www.dronesolution.it)
Montaggio video: MASSIMO D'ALESSANDRO (www.assonet.org
Musiche: EDIZIONI FLIPPER MUSIC (www.flippermusic.it)

lunedì 19 marzo 2018

22 marzo: Progetto Liburna (Mostra "Nel mare dell'intimità" - Trieste)

Nell'ambito degli eventi collaterali della mostra "Nel mare dell'intimita'" che è in corso a Trieste, al Salone degli Incanti fino al 1° maggio 2018, il 22 marzo alle 18 Danilo Leone, Mariuccia Turchiano (Università di Foggia) e Giuliano Volpe (Presidente del Consiglio superiore dei beni Culturali e paesaggistici, già Rettore dell'Università di Foggia) presenteranno il PROGETTO LIBURNA.
Questo importante progetto di ricerca, che prendeva il nome dalla liburna, la tipica imbarcazione illirica, ha messo a fuoco l'archeologia dei paesaggi costieri dell'odierna Albania, tra la baia di Valona ed il promontorio di Kalaburun.
A partire dal 2006, le indagini subacquee e lungo la riva hanno raccolto una ricca serie di informazioni sulle frequentazioni preromane e romane, medievali e di età moderna che permettono di rintracciare fasi e modi del popolamento antico.
Nel corso della presentazione verrà proiettato il documentario "Albania: la storia sommersa" di Massimo D'Alessandro (Produzione A.S.S.O. onlus).

mercoledì 14 marzo 2018

Cimitero sommerso di 7 mila anni stravolge le teorie archeologiche (da EPOCHTIMES)

A circa trecento metri dalle coste della Florida, la straordinaria scoperta di un sito di sepoltura di oltre 7 mila anni ha portato a un rivoluzionario progetto archeologico: il Manasota Key Offshore (Mko), oltre ad aiutare gli studiosi a comprendere abitudini di vita e habitat dei Floridian indigeni di allora, potrebbe stravolgere le attuali teorie archeologiche sottomarine.

Secondo quanto ha annunciato il segretario di stato statunitense Ken Detzner il 28 febbraio scorso sul sito del dipartimento di Stato della Florida, le indagini archeologiche hanno localizzato nel Golfo del Messico un sepolcreto ancestrale di nativi americani senza precedenti: un antico luogo di sepoltura che giaceva sul fondo di uno stagno d’acqua dolce, ricoperto da un sottile strato di torba che ha contribuito a conservarlo.

Dopo aver studiato l’area di quasi un ettaro, anche l’ufficio per le ricerche archeologiche (Bar) – divisione delle Risorse Storiche del Dipartimento (Dhr) incaricata di proteggere i resti umani non marcati di oltre 75 anni – ha confermato l’esistenza di un sito preistorico del periodo arcaico antico. «Vedere un sito di 7 mila anni così ben conservato nel Golfo del Messico è fonte di grande ispirazione – dichiara il supervisore di archeologia subacquea per il Bar, dottor Ryan Duggins – Siamo veramente onorati da questa esperienza. Però, è importante ricordare che questo è un luogo di sepoltura e deve essere trattato con il massimo rispetto. Ora sappiamo dell’esistenza di questo tipo di sito sulla piattaforma continentale, e questo cambierà per sempre il modo in cui ci avviciniamo all’archeologia marittima. Mentre continuiamo..... CONTINUA A LEGGERE SU EPOCHTIMES

sabato 10 marzo 2018

Sperlonga, dalla spiaggia riemerge un bellissimo capitello greco

Un’importante scoperta archeologica è avvenuta questa mattina sulla spiaggia di Sperlonga, dove nei pressi della Grotta di Tiberio è stato recuperato un capitello romano. Il reperto è stato ritrovato ieri mattina da alcuni pescatori del luogo, che hanno informato le autorità competenti. Le delicate operazioni di scavo e recupero sono state effettuate dai tecnici della nostra Onlus A.S.S.O. sotto la direzione del responsabile territoriale, archeologo della Soprintendenza ai beni culturali, Francesco Di Mario, e dell’assessore Stefano D’Arcangelo, della portavoce del Comune di Sperlonga Irene Chinappi, e del delegato Franco De Fabritiis.

“Riteniamo che l’evento sia importante non solo per il singolo capitello quanto per l’ulteriore testimonianza dell’enorme quantità di reperti romani giacenti nei pressi di quel luogo e della necessità di promuovere scavi subacquei”, ha dichiarato la portavoce Chinappi. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un capitello di origine greca, di un metro di diametro, di fattura piuttosto rara, databile intorno al 40 a.C. e che potrebbe appartenere alla Villa di Tiberio sita nelle vicinanze.


RASSEGNA STAMPA: 

venerdì 9 marzo 2018

14 marzo, ore 20, presso "AcquaAzzurra" (Roma): conferenza di Mario Mazzoli sull'Archeologia Subacquea


Il 14 marzo alle ore 20, presso il club subacqueo "AcquaAzzurra", in Roma, Via Tuscolana 626-630, Mario Mazzoli, Direttore Generale A.S.S.O., terrà una conferenza di archeologia subacquea dal titolo "NAVI AFFONDATE". Ingresso libero.